Amazon ha finalmente costruito il tablet che per anni i Fire avrebbero voluto essere. Il nuovo Alexa Tablet 12 Pro ha una scocca unibody in alluminio, un display da 12 pollici a 120 Hz, un processore a 4 nm, fino a 16 GB di RAM, quattro altoparlanti Dolby Atmos e, soprattutto, Android completo con Google Play Store. Sulla carta è il miglior tablet mai realizzato dall'azienda.
Il problema arriva appena si guarda il prezzo. In Italia Alexa Tablet 12 Pro parte da 499,99 euro, mentre la variante Nanomatte arriva a 559,99 euro. Tastiera e penna sono vendute separatamente e il pacchetto dedicato alla produttività parte da 649 euro. A quel punto non stiamo più giudicando un Fire economico con qualche compromesso: Amazon vuole essere confrontata direttamente con Apple, Samsung, Xiaomi, Lenovo e gli altri produttori di tablet premium.
Ed è proprio in quel confronto che Alexa Tablet 12 Pro diventa difficile da consigliare. Non perché sia costruito male. Anzi, probabilmente è la prima volta che Amazon presenta un tablet che, almeno sulla carta e nelle prime impressioni, sembra realmente premium. Il problema è che un buon prodotto può comunque avere un prezzo sbagliato.
Amazon ha finalmente smesso di costruire tablet economici
Per anni i Fire Tablet hanno avuto una proposta semplicissima: costavano poco. Si accettavano materiali meno raffinati, processori modesti e soprattutto Fire OS perché il prezzo compensava quasi tutto. Con Alexa Tablet la strategia cambia completamente.
Il 12 Pro è ricavato da un monoblocco di alluminio spesso 6,5 millimetri. Amazon utilizza un pannello con rapporto 3:2, risoluzione di 2800 × 1840 pixel, densità di 280 PPI e frequenza di aggiornamento a 120 Hz. La scelta del 3:2 è particolarmente sensata su un dispositivo pensato anche per documenti, lettura e multitasking: offre più spazio verticale rispetto ai formati più cinematografici.
La variante Nanomatte è ancora più interessante. Amazon e Corning hanno sviluppato una superficie antiriflesso ottenuta tramite un processo fotolitografico che incide una trama sul vetro a livello sub-pixel. L'obiettivo è ridurre i riflessi senza perdere la nitidezza tipica dei normali trattamenti opachi. È una soluzione tecnicamente raffinata e coerente con un dispositivo che vuole essere anche un grande lettore Kindle.
L'hardware è serio, ma non è imbattibile
Il modello base del 12 Pro utilizza un chip MediaTek Dimensity 8400 con 8 GB di RAM e 128 GB di archiviazione. Amazon dichiara prestazioni di elaborazione quasi tre volte superiori e prestazioni grafiche fino a nove volte maggiori rispetto ai precedenti tablet dell'azienda. Sono confronti interni pubblicati da Amazon, quindi non vanno letti come benchmark indipendenti contro iPad o tablet Android concorrenti.
La dotazione comprende Wi-Fi 6E, quattro altoparlanti con Dolby Atmos, sensore di impronte, USB 3.2 con uscita DisplayPort e una batteria da 9.000 mAh. Secondo Amazon l'autonomia arriva a 16 ore di riproduzione video e può raggiungere 20 ore nella modalità Kindle dedicata alla lettura.
Non c'è molto da criticare nella costruzione. Il punto è un altro: a 500 euro queste caratteristiche smettono di essere sorprendenti e diventano semplicemente ciò che ci si aspetta da un tablet di fascia medio-alta.
La vera rivoluzione è che Fire OS non c'è più
La novità più importante potrebbe non essere Alexa+, ma l'abbandono di Fire OS. I nuovi Alexa Tablet utilizzano Android con accesso completo al Google Play Store. YouTube, Gmail, Google Docs, Netflix e milioni di altre applicazioni possono finalmente essere installate senza aggirare i limiti dell'ecosistema Amazon.
È una correzione fondamentale. Fire OS è stato per anni uno dei principali compromessi dei tablet Amazon: tecnicamente derivato da Android, ma profondamente modificato e legato all'Amazon Appstore, con una disponibilità di applicazioni molto inferiore rispetto a Google Play. Quel limite aveva senso su dispositivi venduti a prezzi estremamente bassi. Sarebbe stato molto più difficile da accettare su un tablet da 500 euro.
Amazon sembra averlo capito. Questo significa anche che definire Alexa Tablet un dispositivo completamente chiuso nel software Amazon non sarebbe corretto: oggi l'utente dispone di Android e del normale ecosistema Google. Rimane però una forte integrazione dei servizi Amazon, ed è qui che entra Alexa+.
Alexa+ è il vero motivo per cui questo tablet esiste
Amazon non ha chiamato il dispositivo “Fire Pro” ma Alexa Tablet per una ragione. Alexa+ è integrata direttamente nell'interfaccia e può essere richiamata tramite voce o attraverso gli elementi presenti sullo schermo.
L'assistente basata sull'intelligenza artificiale generativa può utilizzare il contesto per rispondere alle domande, gestire dispositivi della casa intelligente, organizzare calendari e liste, cercare informazioni, aiutare negli acquisti e svolgere alcune azioni attraverso servizi compatibili. Amazon vuole che il tablet diventi una superficie permanente per Alexa+, non semplicemente un dispositivo sul quale è installata un'app dell'assistente.
Ci sono idee software interessanti, come la barra “Ask Alexa”, le informazioni contestuali e l'integrazione delle esperienze Amazon con Kindle, Prime Video, Audible, Amazon Music e Luna. Ma è proprio qui che emerge il secondo grande problema economico.
Dopo 499 euro, Alexa+ può richiedere anche un abbonamento
In Italia Alexa+ è inclusa nell'abbonamento Amazon Prime. Chi non possiede Prime può utilizzarla durante la fase di accesso anticipato, ma Amazon indica un prezzo di 22,99 euro al mese una volta terminato quel periodo.
Questo non significa che il tablet smetta di funzionare senza Alexa+. Rimangono Android, Google Play e le normali applicazioni. Ma una parte importante della ragione per cui Amazon vende questo prodotto come “Alexa Tablet” dipende proprio dall'assistente.
Ed è difficile ignorare il paradosso: si acquistano 499,99 euro di hardware e una delle funzioni che differenzia maggiormente il prodotto è collegata a un servizio incluso in Prime oppure disponibile attraverso un ulteriore abbonamento. Per chi è già cliente Prime il problema è meno evidente. Per chi non lo è, il costo ricorrente rende molto più difficile giustificare l'acquisto.
Il problema di Amazon non è più la mancanza di app, ma la fiducia nel software
Con il passaggio ad Android Amazon ha risolto la critica più grave rivolta ai Fire Tablet. Non deve più convincere gli sviluppatori a riempire un negozio di applicazioni separato e non costringe l'utente a vivere soltanto nell'ecosistema Fire.
Rimane però da dimostrare la qualità dell'integrazione software costruita sopra Android. Alexa+ è ambiziosa, ma l'esperienza di Amazon con le interfacce dei dispositivi Echo e Fire non è sempre stata apprezzata per pulizia, coerenza e assenza di contenuti promozionali. Il nuovo tablet parte da una base software molto migliore proprio perché Android e Google Play riducono la dipendenza dalle soluzioni proprietarie dell'azienda.
La domanda diventa quindi diversa: Amazon riuscirà a integrare Alexa+ senza trasformare Android in una vetrina permanente dei propri servizi? È troppo presto per dare una risposta definitiva. Ed è uno dei motivi per cui, a questo prezzo, conviene aspettare prove approfondite del software anziché giudicare soltanto la scheda tecnica.
A 329 euro esiste già un problema chiamato Alexa Tablet 11
Il concorrente più pericoloso del 12 Pro potrebbe essere costruito dalla stessa Amazon. Alexa Tablet 11 parte da 329,99 euro, utilizza sempre Android, Google Play e Alexa+, offre 8 GB di RAM e un display da 11 pollici a 90 Hz.
È meno potente e meno raffinato, ma mantiene gran parte dell'idea centrale della nuova famiglia per 170 euro in meno. Se quello che interessa è principalmente avere Alexa+ integrata, usare le applicazioni Android, guardare contenuti e controllare la casa intelligente, il 12 Pro deve dimostrare che schermo, processore e costruzione valgono realmente quella differenza.
Un iPad costa meno e parte da un ecosistema molto più maturo
C'è poi il confronto inevitabile con Apple. iPad con chip A16 e 128 GB parte ufficialmente da 409 euro in Italia: circa 91 euro meno del nuovo Alexa Tablet 12 Pro.
Il confronto hardware non è perfettamente equivalente. Il tablet Amazon ha uno schermo più grande, 120 Hz, più memoria e caratteristiche pensate per una fascia differente. Ma iPad porta con sé iPadOS e un ecosistema di applicazioni per tablet sviluppato per oltre quindici anni. Per moltissimi utenti che cercano un dispositivo per studio, navigazione, streaming, note e applicazioni creative, spendere meno per una piattaforma più consolidata è un'alternativa difficile da ignorare.
Salendo a 669 euro si arriva inoltre al nuovo iPad Air 11 con M4. È più costoso dell'Alexa Tablet 12 Pro, ma introduce un processore desktop-class, applicazioni professionali come Final Cut Pro e Logic Pro e un ecosistema di accessori molto più maturo. A 649 euro, cioè il prezzo del pacchetto Amazon con tastiera e penna, il confine diventa ancora più scomodo.
Nel mondo Android le alternative non mancano
Anche rimanendo su Android il 12 Pro non gioca in un mercato vuoto. Xiaomi Pad 7 Pro, per esempio, utilizza uno Snapdragon 8s Gen 3, un display 3.2K a 144 Hz e, nella configurazione 8 GB + 256 GB, ha avuto un prezzo di listino italiano di 499,90 euro: praticamente identico a quello dell'Alexa Tablet 12 Pro base, ma con il doppio dello spazio di archiviazione.
OnePlus Pad 3 porta invece Snapdragon 8 Elite, display 3.4K a 144 Hz, scocca monoscocca in metallo e batteria da 12.140 mAh. Sono prodotti che mostrano quanto sia diventato competitivo il mercato Android quando ci si avvicina ai 500 euro.
Questo non rende automaticamente Alexa Tablet inferiore. Il display 3:2, la variante Nanomatte e l'integrazione con Alexa+ sono caratteristiche particolari. Ma significa che Amazon non può più vincere semplicemente dicendo “è un tablet Amazon”. Deve offrire qualcosa di concretamente migliore.
Il Nanomatte è bellissimo, ma porta il prezzo a 559,99 euro
La versione più interessante è anche quella che rende il problema economico ancora più evidente. Il trattamento Nanomatte sembra uno dei componenti realmente distintivi del prodotto: ridurre i riflessi senza ricorrere alla classica superficie opaca può essere molto utile per leggere, scrivere e utilizzare il tablet all'aperto.
Ma costa 559,99 euro. Aggiungendo la tastiera e la penna, il pacchetto produttività del 12 Pro parte da 649 euro. Da quel momento l'acquisto deve essere valutato non contro i vecchi Fire Tablet, ma contro dispositivi che hanno anni di sviluppo alle spalle come strumenti di studio e lavoro.
È probabilmente il miglior tablet Amazon di sempre. Non basta
Alexa Tablet 12 Pro è un prodotto interessante proprio perché corregge quasi tutti i difetti storici della strategia tablet di Amazon. La costruzione è finalmente premium. Lo schermo è curato. Il formato 3:2 ha senso. Android e Google Play eliminano il vecchio isolamento di Fire OS. La batteria dichiarata è competitiva e Alexa+ introduce un livello di integrazione che gli altri tablet non hanno.
Il problema è che Amazon ha risolto i vecchi compromessi eliminando contemporaneamente il vantaggio più importante dei Fire: il prezzo.
A 499,99 euro non si compra più un tablet economico da perdonare. Si compra un dispositivo che deve competere con iPad e con i migliori Android. A 559,99 euro per il Nanomatte, o 649 euro con gli accessori dedicati alla produttività, il giudizio diventa ancora più severo.
E se la caratteristica più originale del prodotto, Alexa+, richiede anche Prime o un abbonamento da 22,99 euro al mese per chi non è membro, il rischio è che Amazon abbia costruito un ottimo pezzo di hardware senza trovare una ragione abbastanza forte per comprarlo.
Il 12 Pro non sembra un cattivo tablet. È quasi il contrario: è probabilmente il primo tablet Amazon che non ha bisogno di essere giustificato con il prezzo basso. Ma proprio per questo arriva alla domanda più difficile: perché scegliere lui? Oggi, davanti alle alternative disponibili, la risposta non è ancora abbastanza convincente.
